OSTEOARTRITE NEL CANE E NEL GATTO

L’osteoartrite è un processo di usura prolungata e ripetuta della cartilagine articolare con alterazioni del metabolismo dell’osso sottostante e conseguente nuova formazione ossea a livello dei margini articolari (osteofiti).
In conseguenza di ciò, “l’ingranaggio articolare” non funziona più in modo corretto, facendo scorrere le due superfici cartilaginee lisce e umettate, ma incontra degli ostacoli che via via che la malattia procede, diventano sempre maggiori con conseguente riduzione crescente dell’escursione e della fluidità articolare.
L’osteoartrite può interessare qualsiasi articolazione e può compromettere gravemente la qualità di vita di un animale in quanto è associata ad un dolore cronico, spesso intenso.
Colpisce animali di tutte le razze e le età, pur essendoci una particolare predisposizione nei cani di razza grande e gigante, e riconosce vari fattori di rischio tra cui uno dei più importanti è il sovrappeso.
E’ una malattia cronica non curabile, la cui gestione deve avvenire attraverso un approccio multimodale ed una terapia ad hoc per ogni singolo paziente, motivo per cui la collaborazione del proprietario è fondamentale.
L’obiettivo principale della terapia è quello di controllare il dolore e di rallentare il più possibile la progressione delle lesioni articolari, quindi la precocità della diagnosi e dell’inizio della terapia è importantissima.
Oltre ai segni clinici che il veterinario può riscontrare durante la visita clinica, è bene che il proprietario riporti eventuali cambiamenti comportamentali che può aver notato nel suo animale e che possono essere legati al dolore. I principali sono:
1 – perdita del comportamento normale (diminuzione della deambulazione o dell’attività, atteggiamento letargico, diminuzione dell’appetito, diminuzione della toelettatura nei gatti)
2 – manifestazione di comportamenti anormali (eliminazione inappropriata, vocalizzazioni, aggressività, diminuzione dell’interazione con animali conviventi o con i membri della famiglia, espressione facciale alterata, postura alterata, irrequietezza e, soprattutto nei gatti, tendenza a nascondersi)
3 – reazione alla manipolazione (aumento della tensione del corpo o sussulti in risposta alla palpazione di regioni in cui sentono dolore)
4 – cambiamenti fisiologici (aumento della frequenza cardiaca o respiratoria, dilatazione delle pupille)
Una volta fatta diagnosi di osteoartrite, per la conferma della quale è necessaria l’esecuzione di un esame radiografico, il veterinario valuterà quale sia l’approccio farmacologico più appropriato per alleviare il dolore, ma esistono altri strumenti non farmacologici che, essendo privi degli effetti collaterali legati ai farmaci, sono fondamentali per gestire un problema cronico come l’osteoartrite.
Si possono utilizzare integratori a supporto della normale funzione cartilaginea o addirittura alimenti specifici che possono aiutare a diminuire o, nelle forme iniziali, a eliminare l’infiammazione cartilaginea e a riportare il peso alla normalità in caso di sovrappeso o mantenerlo al valore giusto in modo che non vada a sovraccaricare le articolazioni; molto spesso la riduzione del peso è il primo passo da compiere per ottenere risultati duraturi e migliori; si può ricorrere anche a tecniche fisioterapiche (laser, tecar, agopuntura, ginnastica in acqua).
Essendo l’osteoartrite una patologia cronica progressiva che non possiamo guarire, ma solo rallentare, tanto più è precoce la diagnosi, tanto più efficaci saranno i trattamenti più semplici e tanto meno necessario potrà essere il ricorso ai farmaci.
Via via che il nostro amico invecchierà e che la patologia si aggraverà giocheremo tutte le carte a disposizione per assicurargli una vita lunga e il più possibile libera da dolore!